Mariacristina

Maria Cristina Cella nasce a Monza il 18 agosto 1969 da Giuseppe Cella e Caterina Smaniotto.

La sua è una famiglia semplice, di onesti lavoratori, impostata a sani principi cristiani.

Fin da piccola Cristina viene introdotta nell’oratorio della sua parrocchia di residenza, la Sacra Famiglia di Cinisello Balsamo. Qui frequenta il catechismo, guidato dalle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida che, nella figura di Suor Annarosa Pozzoli, le forniscono una prima decisiva formazione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana.

 

 

Cristina, fin da giovanissima assorbe tutti gli insegnamenti con grande attenzione e li fa propri; si dedica già da adolescente alla cura dei bambini in oratorio e perfeziona con grande cura la sua formazione cristiana.

A partire dalla preadolescenza inizia a compilare un diario spirituale che accompagnerà tutte le fasi della sua esistenza. Si tratta di un piccolo quaderno che raccoglie tutte le meditazioni e le sue conversazioni con quel Dio che l’affascina e con il quale dialoga in maniera intensa.

 

 

Durante gli anni del liceo matura una scelta vocazionale che la vedrebbe indirizzarsi verso la vita consacrata. Attratta dall’esempio delle suore  educatrici della sua parrocchia, le piacerebbe in futuro diventare una suora della Carità, ma l’incontro fortuito con Carlo Mocellin a Valstagna, in provincia di Vicenza, al termine di una vacanza passata presso la casa dei nonni materni, sconvolge i suoi progetti e la costringe a ripensare la propria vocazione. Dopo un lungo dibattito interiore, Cristina coglie le vie del fidanzamento e poi del matrimonio come ugualmente ricche e capaci di portarla all’incontro con quel Dio che desidera fortemente nel cuore.

 

 

All’età di 18 anni, un solo anno dopo il fidanzamento con Carlo, incontra per la prima volta l’esperienza del dolore in maniera dura ed inattesa. Un sarcoma alla coscia sinistra, comparso al ritorno da una vacanza in Canada, la costringe ad un calvario particolarmente duro tra gli ospedali: tre cicli di chemioterapia la tengono lontana per molti mesi dagli studi e dalla vita normale. L’esperienza di grande sofferenza ha però la capacità di cementare l’amore con Carlo, che fa la spola tra Veneto e Lombardia per esserle vicino. È quello il momento in cui il loro amore assume il respiro dell’eternità: i due giovani si giurano amore per sempre e iniziano a progettare la loro vita futura.

Cristina guarisce completamente e riesce a terminare gli studi liceali con ampio profitto.

La sua vita subisce da questo momento un’accelerazione improvvisa. Il forte desiderio di sposarsi con Carlo fa bruciare tutte le tappe, cosicché il 2 febbraio 1991, Carlo e Cristina festeggiano la loro unione davanti a Dio.

 

 

Cristina va a vivere  in Veneto a Carpané, il paese del marito e prosegue i suoi studi universitari a distanza (è iscritta al terzo anno di Lingue Straniere presso l’Università Cattolica di Milano).

Dieci mesi dopo il matrimonio nasce il primo figlio, Francesco, che sarà seguito dopo solo un anno e mezzo da Lucia.

 

 

Sono anni di serenità e gioia, in cui la giovane famiglia sperimenta un amore pieno e straordinariamente ricco. Pochi mesi dopo la nascita di Lucia, nell’autunno 1993, Cristina resta incinta di Riccardo ma, sfortunatamente, al sorgere della gravidanza corrisponde la ricomparsa di un nuovo sarcoma alla medesima gamba che cinque anni prima l’aveva così duramente segnata.

Superato lo sconforto iniziale, Cristina e Carlo iniziano un grande itinerario di preghiera, personale e di coppia. Davanti all’oncologo entrambi si mostrano decisi nel voler salvaguardare innanzi tutto la vita del bambino che Cristina ha in grembo. Ella subisce quindi un’operazione locale, atta ad asportare il tumore, ma attende ad iniziare le cure chemioterapiche, per non danneggiare la vita del feto.

Riccardo nasce a luglio del 1994 ed è un bel bambino vispo e pienamente sano.

 

 

Per Cristina inizia ora una nuova battaglia con il suo fisico malato. Purtroppo le cure non hanno però l’esito di cinque anni prima. Alcune metastasi raggiungono i polmoni e per lei inizia un calvario fisico particolarmente duro. Ad esso corrisponde però un cammino di abbandono a Dio totale, in cui Cristina si consegna nelle mani del Padre che sempre ha amato e cercato lungo tutta la sua esistenza.

Il 22 ottobre 1995 Cristina sale al Cielo lasciando un messaggio di amore e fiducia in Dio profondissimo, che verrà raccolto da molte persone che l’hanno conosciuta ed assistita.

Nel 2005 le Edizioni San Paolo pubblicano il suo Diario spirituale, intitolato “Una vita donata”, curato dal sacerdote Don Patrizio Garascia.

Colpito dalla profondità della sua testimonianza di fede autentica, il vescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo, l’8 novembre 2008 ha aperto la causa di beatificazione di questa giovane donna. La fase diocesana del processo si è conclusa con una grande celebrazione nella chiesa parrocchiale di Valstagna (VI) il 18 maggio 2012e attualmente la causa è passata alla Curia di Roma.